S. TERESA MARGHERITA

 

Via Francesco Redi, 17/d

52100 AREZZO

 

tel: 0575 24944

 

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01 ott 2022

 

Sorelle e fratelli carissimi, questa notte, alle ore 4:15, dopo una lunga e faticosa agonia, all'età di 90 anni, la nostra sr. Maria Carmelita ha terminato la sua corsa, ha raggiunto il traguardo e aspetta di ricevere il premio preparato per lei da Dio, il Padre, che l'ha amata e ha dato il suo Figlio per lei. 

 

Non è stato un passaggio facile. Ha sofferto molto nell'agonia e ha sofferto molto ancor prima, negli ultimi tempi, sia per le sue molteplici patologie, sia per il graduale, inesorabile declino delle sue facoltà. Finalmente ora riposa in Dio. Felice, a guardare l'espressione del suo volto, composto, dopo la morte, in una dolce e serena espressione di bimba.

 

È morta di sabato, nel giorno della Madonna, è morta il 1° di ottobre, festa di S. Teresa di Gesù Bambino, la Santa che, con la Storia di un'anima, ha dato l'avvio alla sua vocazione carmelitana. Come la Santa di Lisieux, anche sr. Maria Carmelita dello Spirito Santo ha avuto una penosa agonia, che sembrava non dover terminare, però ha ricevuto anche il conforto di tante delicatezze terrene e celesti, che l'hanno senz'altro aiutata a sostenere il passaggio severo verso la Vita: prima di tutto, la vicinanza materiale e spirituale di noi sorelle e dei fratelli dell'Ordine, venuti a salutarla e a benedirla, amministrandole gli ultimi sacramenti, ma anche l'assistenza qualificata di tanti professionisti amici della Comunità e l'abbraccio, anche fisico, dei parenti e delle amicizie più care. Quelle di una vita.

L'ultimo boccone, letteralmente "gustato" in questa terra (anche perché inghiottito con un sorso di acqua al sapore di menta, di cui era ghiotta, e che l'ha fatta esplodere in un'espressione di entusiastico compiacimento), è stato il Pane eucaristico. Ultimo boccone, preceduto da un bel sorriso di saluto e di gratitudine, dopo di che si è come chiusa interiormente, intraprendendo, nel segreto della sua umanità, il suo ultimo viaggio con Dio. In Lui.

 

Le esequie verranno celebrate lunedì 3 ottobre, alle ore 11:00

Certe della vostra vicinanza orante, vi abbracciamo con affetto,

 

le vostre sorelle di Arezzo


INCONTRO TENUTO DA DON LUIGI MARIA EPICOCO ED ORGANIZZATO DALLE MONACHE CARMELITANE SCALZE DI AREZZO


Vis-à-vis - Intervista a suor Angela delle carmelitane scalze di Arezzo


 

GIORNATA DELLE CLAUSTRALI, PREGHIAMO


Arezzo, 7 mar 2020

 

 

250° di S. TERESA MARGHERITA REDI

con il Padre Commissario

 

 


CAMMINO DI PREGHIERA 2020 Il respiro dell'Universo

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Lettera a Mattarella e Conte. «Noi claustrali, sorelle d'Italia e dei migranti»

Da Avvenire.it, sabato 13 luglio 2019

 

Clarisse e carmelitane «preoccupate e in preghiera per il Paese e per chi non ha voce».


CAMMINO DI PREGHIERA 2018

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CAMMINO DI PREGHIERA 2017

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GIOIA AL MONASTERO DI AREZZO!

14 Dicembre 2016

 

Oggi 14 Dicembre 2016, solennità di S. Giovanni della Croce, il Monastero di S. Teresa Margherita di Arezzo ha vissuto un momento di grande gioia con l’entrata in noviziato di suor Chiara Benedetta del Preziosissimo Sangue. A lei e a tutte le sorelle monache un augurio di sempre più grande fecondità spirituale.

 

Suor Chiara Benedetta ringrazia:

Carissimi fratelli:

vi  ringrazio di cuore per tutte le preghiere e l’affettuosa vicinanza che, in qualsiasi modo, avete voluto esprimere per me.

Il giorno della vestizione è stato molto bello, ho sentito forte l’appartenenza  alla nostra famiglia carmelitana,  so che quel giorno tutte voi avete partecipato insieme a me all’incontro con il Signore, e insieme a me avete ringraziato e lodato il Signore.

Il mio nuovo nome è: Chiara Benedetta del preziosissimo Sangue.

 

Con la novena del Natale vi auguro che possiate trascorrere un santo Natale di pace. Continuiamo a camminare in comunione nella celebrazione del grande mistero dell’Incarnazione del Signore. Auguro a tutti voi che Gesù Bambino vi benedica.

 

 


Dal nostro Monastero

S. TERESA MARGHERITA di Arezzo

 

L'ex chitarrista di Vasco Rossi, Nando Bonini, verrà ad Arezzo in concerto nella nostra Parrocchia, e nel pomeriggio passerà anche da noi...

 


CAMMINO DI PREGHIERA 2016

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CAMMINO DI PREGHIERA 2015

 

Viaggio in noi stessi: dall'io a Dio

 

Guidati dal Castello Interiore di S. Teresa d'Avila, itinerario della ricerca di noi stessi in Dio........

 

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ALBERTUS & CARMEL

Nell’anteprima del Musical ALBERTUS & CARMEL, Claudia Koll e Felicia Bongiovanni si sono esibite con La tana del drago (Calabrese-Verdi) con grande successo e commozione da parte del pubblico …

 

 

Nei giorni scorsi, una troupe del TG2 è tornato ad occuparsi della straordinaria storia di queste due sorelle, sr. Mariagiulia Verdi e sr. Mariarosaria Calabrese.

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Le due religiose dell’Ordine della Beata Vergine Maria dalle Monte Carmelo che dopo aver scritto e musicato un CD sulla storia dei carmelitani, tradotto anche in inglese e in distribuzione anche in America, conseguito il brevetto di maestre cioccolatiere con uno dei maggiori maestri italiani, Mirko Dalla Vecchia, il prossimo 14 giugno, debutteranno proprio ad Arezzo con il musical 

Albertus & Carmel

Un’opera straordinaria della quale hanno scritto testi e musica e che si avvale della regia di Claudia Koll, la partecipazione straordinaria dalle soprano Felicia Bongiovanni così come dei ragazzi della Star Rose Academy diretta dalla Koll.

 

 

 


 

 

 

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ALBERTUS & CARMEL

 

 

I testi di questo CD sono stati scritti, composti e musicati da queste due 2 suore eremite Carmelitane, Mariagiulia Verdi e Mariarosaria Calabrese (diplomata al conservatorio con il maestro Bartolucci), che vivono ad Arezzo. Hanno creato un’Associazione di culto e religione senza fini di lucro, chiamata “Nel Segno del Carmelo”, il cui scopo è di promuovere e sostenere le iniziative la piccola realtà contemplativa e solidale (da loro fondata) nell’ambito dell’esperienza religiosa carmelitana. Questo cd, da cui hanno tratto anche il musical, fa parte di questo progetto.

 

Chi desiderasse acquistare il cd (i brani sono molto belli e potrebbe essere davvero un’ idea regalo) si rivolga  direttamente a loro scrivendo per le ordinazioni al seguente indirizzo di posta elettronica:

 

nelsegnodelcarmelo@gmail.com

 

e versando l’importo al conto corrente intestato alla loro Associazione:

 

Nel Segno del Carmelo”, 

 

 

CCP: 9773202 - IBAN IT90 F076 0114 1000 0000 9773202

 

 

 

 

 


IN CAMMINO con le nostre Monache Carmelitane Scalze 2013

 

SVEGLIARSI DA UN SOGNO

 




 

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Nel 1929 fu celebrata la beatificazione di Teresa Margherita Redi, una carmelitana morta giovanissima in pieno secolo dei Lumi e quando sulla spiritualità europea era scesa da tempo l'ora del crepuscolo dei mistici. A secoli di distanza emergeva così, dal nascondimento che l'aveva accolta, una esperienza di Dio cui sembrano potersi adattare soltanto le metafore dell'incandescenza. Una giovane vita era arsa dietro la grata, senza scorie residue, per testimoniare la certezza - da cui era stata invasa esperienzialmente - che "Dio è amore ".

Questa discendente di Francesco Redi era stata bambina in una di quelle ville toscane che sorprendono per il segreto di armonia racchiuso in linee semplicissime e quasi austere. Parte di quel segreto era l'intonazione tra la villa degli Orti Redi e lo stile delle colline dell'Aretino, terra garbata e forte, dai profili dolci e tuttavia netti, dall'orizzonte ampio e tuttavia raccolto in curve, in piani ben scanditi, come a impedire lo spaesamento. L'architettura del Rinascimento non ha lasciato nei dintorni di Arezzo tracce più belle di questa dimora gentilizia che fu, in lontani estati settecentesche, teatro di una vita di famiglia patriarcale e custode del sorgere di una straordinaria vocazione.

Il pensiero di fondare un Carmelo nella villa 

 

 

 

degli Orti Redi si presentò a diverse menti, dopo la beatificazione di Teresa Margherita. 

I superiori carmelitani, il vescovo di Arezzo mons. Mignone, la priora del Carmelo di Firenze M. Teresa Margherita della S. Famiglia, si trovarono a condividere questo "sogno": esso aveva il senso di un ritorno alle origini, per un impegno di fedeltà alla grazia che aveva improntato in modo particolare la vocazione carmelitana di S. Teresa Margherita. Mons. Mignone, scrivendo alla priora di Firenze, vedeva scorrere una linea unica -come fossero due pagine della stessa storia - fra il germinare della santità di Teresa Margherita Redi e l'aprirsi corale della lode a Dio, da parte di una comunità carmelitana, nella continuità simbolica di un luogo e di una dimora. La madre Teresa Margherita portava nel cuore il desiderio di una comunità per la quale l'esperienza di Dio-Amore - "Deus caritas est" - divenisse tratto caratterizzante, fino a un eroismo velato nel quotidiano, la convivenza fraterna. L'augurio del P. Gabriele di S. Maria Maddalena, che sarebbe stato in seguito uno dei primi formatori e direttori spirituali della nuova comunità, si rifaceva a quelle immagini ignee che si offrono come spontanea analogia alla vicenda della santa. La nuova casa sarebbe stata "fuoco". Un fuoco nuovo si doveva accendere dove l'antico era divampato.

 


 

Nel 1929 fu celebrata la beatificazione di Teresa Margherita Redi, una carmelitana morta giovanissima in pieno secolo dei Lumi e quando sulla spiritualità europea era scesa da tempo l'ora del crepuscolo dei mistici. A secoli di distanza emergeva così, dal nascondimento che l'aveva accolta, una esperienza di Dio cui sembrano potersi adattare soltanto le metafore dell'incandescenza. Una giovane vita era arsa dietro la grata, senza scorie residue, per testimoniare la certezza - da cui era stata invasa esperienzialmente - che "Dio è amore ".

Questa discendente di Francesco Redi era stata bambina in una di quelle ville toscane che sorprendono per il segreto di armonia racchiuso in linee semplicissime e quasi austere. Parte di quel segreto era l'intonazione tra la villa degli Orti Redi e lo stile delle colline dell'Aretino, terra garbata e forte, dai profili dolci e tuttavia netti, dall'orizzonte ampio e tuttavia raccolto in curve, in piani ben scanditi, come a impedire lo spaesamento.  L'architettura del Rinascimento non ha lasciato nei dintorni di Arezzo tracce più belle di questa dimora 

 

 

 

 

gentilizia che fu, in lontani estati settecentesche, teatro di una vita di famiglia patriarcale e custode del sorgere di una straordinaria vocazione.

Il pensiero di fondare un Carmelo nella villa degli Orti Redi si presentò a diverse menti, dopo la beatificazione di Teresa Margherita. 

 

Cinquantanni di storia carmelitana non possono essere raccontati: sono "nascosti con Cristo in Dio ", come furono gli anni terreni della giovane santa di Arezzo. Si può narrare la storia del Carmelo di mattoni e di pietra, della gentile villa Redi presso la quale è sorta col tempo una cappella, col suo coro monastico, e che ospita oggi all'ultimo piano della torre i locali di un noviziato arioso, aperti alla veduta del giardino sottostante. Si può narrare l'opera di coloro che posero mano al consolidarsi dell'edificio interiore, prima di tutti il padre Gabriele di S. Maria Maddalena, padre e maestro spirituale dall'impronta indelebile, lui cha ha scrutato a fondo come forse nessun altro lo spirito di S. Teresa Margherita. 


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