ANITA CANTIERI

Venerabile

 

 

 

 

 

 

 



ESERCIZI SPIRITUALI DEL GENNAIO 1936

 

ANITA CANTIERI

 

 


ANITA CANTIERI

 

 

Un libretto piccolo piccolo ma denso di ricchezza spirituale e di quella gioia che viene dall’ abbandono fiducioso e completo alla Volontà divina


 

 

 Pensieri e ricordi

di

ANITA CANTIERI

 

 


 

 

IL

 

TESTAMENTO

 

Anita Cantieri, ocds Lucca


ESERCIZI SPIRITUALI DEL GIUGNO 1936

 

ANITA CANTIERI

 

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Nella sua vita Anita Cantieri, ha stilato e recitato, insieme alla sua amica Eletta Ghiselli,questo dramma. La vita di Sant’Agnese, vista con gli occhi e la penna di Anita, porta pagina dopo pagina, a rivalutare, oggi, la virtù della purezza verginale come mezzo di intima unione con il Signore:

Oh! Quando mi sarà concesso di legarmi con voto irrevocabile e solenne al mio Dio? Il S. Padre mi ha detto che tale grazia è vicina, ma a me le settimane sembrano anni ed ogni giorno di aspettazione è un nuovo giorno di patimento.

Ormai tutto il mio vivere è Cristo, e la mia mente e il mio cuore non trovano riposo che in Lui. A Lui corre il mio pensiero, di Lui parla la mia lingua e solo ne senta il nome adorabile, tutto mi si commuove il cuore come a dolcissima armonia.

 

Così inizia questo dramma e così si conclude:

 

O Agnese, vergine illibata e martire illustre; Deh! Volgi lo sguardo a questo basso esilio. Traggi  con la luce di tua purezza le fanciulle all’amore di Cristo: sostieni nelle lotte le poverette da forti passioni combattute, riconduci al Signore le traviate e te canteranno per tutti i secoli: <<l’Angelo della purezza, la protettrice delle figlie, la madre di una generazione casta e immacolata>>

Ringraziamo di cuore P. Luciano Sacchi O.C.D. Santuario “La Madonnina” Capannori -  Lucca, per averci messo a disposizione questo lavoro di Anita Cantieri, buona lettura!


Misericordias Domini

in aeternum cantabo!

 

Anita Cantieri

 

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ARTICOLI PER IL

PROCESSO DI BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE

 



 

MORIRE A 32 ANNI

La Stella del Carmelo, 1996

 

 





Nacque a Lucca il 30 marzo 1910. I suoi genitori, Davino ed Annunziata, erano contadini di modesta condizione; ebbero 12 figli. Il 3 aprile fu battezzata; ricevette il sacramento della cresima il 3 ottobre 1915 e il 7 maggio 1916 la Prima Comunione. All'età di dodici anni decise di donarsi completamente a Dio, sentendo la chiamata alla vocazione religiosa. Il 24 maggio 1930 entrò come probanda dalle Suore Carmelitane di S.Teresa di Campi Bisenzio (Firenze).

 

Entrata in convento, vi restò per 14 mesi, ma fu dimessa nell'agosto del 1931 poiché soffriva di disturbi fisici di natura non ben precisata. Alcuni anni dopo fu accolta nel Terz'Ordine secolare carmelitano, nel quale prese il nome di Teresa di Gesù Bambino. Umile, silenziosa, sorridente, cercò di vivere il motto-programma: "Amare, patire, tacere: tutta qui è sintetizzata la mia vita". Nell'ultimo periodo della sua vita, anche se ridotta all'immobilità del letto dalla sua malattia, Anita si fece promotrice ed animatrice di numerose iniziative parrocchiali ed apostoliche. Morì il 24 agosto 1942.

 

Nel 1954 iniziò il processo informativo diocesano, che si concluse nel 1856. Nel 1977 si ebbe il decreto di introduzione del processo apostolico per la beatificazione e il 21 dicembre 1991 fu approvato il decreto sulle virtù eroiche.

 

Anita visse di abbandono assoluto alla volontà di Dio, caratteristica della sua santità e fonte di gioia perenne anche nelle ore di maggiore sofferenza fisica e morale, poiché ebbe ad attraversare anche una "notte oscura" molto dolorosa, che passò nella fede e nell'amore, lasciandosi guidare dall'obbedienza. Avrebbe voluto salvare tutto il mondo, essere missionaria dovunque, confortare ogni dolore e sofferenza, tutti portando a Gesù, a tutti donando Gesù. Per questo pregava e viveva la sua immolazione generosamente: "Vorrei slanciarmi in mezzo alle anime - scriveva - per portare loro la conoscenza di Gesù; vorrei gridare senza posa affinché tutti udissero quanto egli sia buono e vorrei dargli in ricambio l'amore di tutti i nostri deboli cuori".