S. TERESA DI GESU’ BAMBINO IN PANFILO

 

Via Gaspare Spontini, 17

00198 Roma

tel: 06 8414 209

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L'unica chiesa a Roma dedicata a Santa Teresina

 

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SS. Messe feriali:          8.00;           *11.0018.30

           prefestiva:                                            18.30

 

                 festive:          8.0010.0011.0019.00

 

 * sospesa luglio - settembre

 



Il concerto di Pasqua

 

 

Gli auguri di BUONA PASQUA sono stati preparati sotto forma di concerto e verranno eseguiti dal gruppo vocale - strumentale "Ricercar cantando" domenica 28 aprile alle ore 20 nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma (angolo via Paisiello / via Martini / via Spontini). Le musiche saranno di J. B. De Boismortier, M. A. Charpentier, J. B. Morin e F. M. Veracini.

 


Fa bene fare del bene

 

“Fa bene fare del bene“ è il titolo di una nuova iniziativa nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma. E’ un’occasione di ritrovarsi nella Sala di ritrovo della chiesa appositamente arredata fare beneficenza attraverso libri e oggettistica,

 

Sabato 2 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20, e

 

Domenica 3 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20

 


due studenti carmelitani in aiuto al Panfilo…

 

Sabato, 24 marzo, per la Messa prefestiva della Domenica delle Palme sono venuti per dare una mano alla piccola comunità carmelitana di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo sia per la preghiera comunitaria che per l'assistenza liturgica nella chiesa due studenti carmelitani di teologia del Collegio Teologico Internazionale "San Giovanni della Croce" a Roma. I due che sono anche accoliti istituiti, fr. Yesu della provincia di Tamil Nadu in India, e fr. Zaccaria della Delegazione Generale d'Egitto, rimarranno con noi per tutte le celebrazioni della Settimana Santa. Raccomandiamo alle vostre preghiere loro e tutti quelli che vogliono rispondere alla chiamata di Dio, perchè perseverino nella fedeltà alla propria vocazione e a Colui che li ha chiamati.


Stabat mater dolorosa

 

In questi giorni vi sono almeno tre concerti a Roma con l'esecuzione di "Stabat mater dolorosa" di Pergolesi. Però la gente che ha deciso di venire nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo venerdì 23 marzo alle 19.30 certamente è stata sorpresa dalla qualità del concerto che ha offerto un gruppo composto"ad hoc" di giovani artisti provenienti da diversi paesi e continenti. Musiche di Grancini, Pergolesi, Bach e Fauré hanno eseguito Chiara Diletta Marini e Soledad Raiter, soprani, Blanca Asturiano, mezzosoprano, Giulio Fratini, organo, Radoslaw Srodon, violino I, Alain Niccolò Manieri, violino II, Jiapei Huang, viola, e Claudio Aiello, violoncello. Un programma esigente e variegiato, ma ben messo insieme ed eseguito con sorprendente maestria si è dimostrato interessante ed adatto alla prossimità della Settimana santa. Una vera e deliziosa meditazione, che però non ha posto l'accento definitivo sull'aspetto doloroso della passione del Signore nostro Gesù Cristo e di sua Madre, ma è riuscita a inquadrarlo bene come un passaggio verso la bellezza e gioia piena della risurrezione.


concerto delle Suore francescane di S. Elisabetta 

Venerdì sera 9 febbraio 2018 rimarrà impresso profondamente nell'animo di chi era al concerto delle Suore francescane di S. Elisabetta e dei loro amici nella nostra chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma. L'unica apparenza al pubblico di questo coro composto delle suore in formazione delle diverse nazioni dall'Asia, con l'esecuzione sobria ma ben equilibrata, ha creato un'armonia non solo delle voci, ma si potrebbe dire anche delle anime. L'alternanza dei canti del coro con quelli della solista Hyun Su Seo ha dato una bella dinamica al concerto ed ha esaltato sia la bellezza della voce potente ma ben controllata del soprano coreano, che il timbro giovane, fresco e leggero della voce unica del coro delle suore, aiutate in questa unica occasione da Maria Di Luglio e Marina Murdolo. Complimenti al direttore Fabio Mariani e Sara Caporelli che sono riusciti in relativamente poco tempo a mettere in gradevole sintonia le diverse voci con una esecuzione particolarmente sensibile alla dinamica dei canti. L'applauso caloroso e la lunga permanenza dei presenti in compagnia delle suore dopo il concerto hanno indicato una certa sorpresa positiva da parte degli ascoltatori con la qualità dell'esecuzione. Tutti volevano prolungare questi momenti che avevano il sentore di un’ aria di bellezza spirituale, pura e semplice allo stesso tempo.


Il coro degli alpini "Malga Roma".

 

 

Mercoledì 20 dicembre 2017 si è esibito nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma, il coro degli alpini "Malga Roma". Oltre ai canti montanari il coro ha offerto al pubblico anche le emozioni e i valori che ormai sembrano passati in questa società moderna individualista e consumista. Con i loro canti gli alpini hanno testimoniato i valori di fratellanza e solidarietà, di nobiltà e magnanimità. A differenza di tante altre esibizioni che promuovono solo il divertimento, in questo concerto la scelta dei canti e la loro esecuzione hanno toccato le anime dei presenti nel pubblico arricchendoli con delle emozioni autentiche e profondi.

 


 

Radix Harmonica

 

Domenica, 10 dicembre, nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma si è esibito con un concerto particolare: il coro da camera "Radix Harmonica". La scelta dei canti la loro esecuzione hanno reso evidente che "Radix Harmonica" non è un coro qualsiasi. Maestro Giuseppe Pecce ha impostato il concerto in maniera da diventare una duplice sfida, sia per gli ascoltatori, che per i componenti del coro. Sfruttato al meglio l'acustica peculiare della chiesa, con diverse formazioni del coro e diverse sonorità dei canti - sempre di stampo spirituale - è riuscito a creare un ambiente acustico pluridimensionale, suggestivo ed emozionante, Quello non è stato solo un concerto, è stata anche una rappresentazione curiosa e accattivante - coinvolgente, ma non invasiva - della ricerca alle profondità spirituali dell'anima umana, di cui le diverse vocalità del coro ne erano il veicolo di trasmissione. L'entusiasmo finale degli ascoltatori che hanno chiesto ed ottenuto il bis dopo un'ora e mezzo di concerto passato sui duri banchi della chiesa, ha confermato la validità della forma originale con la quale questo coro eccezionale dovrebbe proseguire.


 

 

Mercatino di Natale

 

Sabato, 25 novembre, abbiamo aperto il Mercatino di Natale: un’ottima occasione per fare utili e simpatici regali, ed insieme dare un po’ di gioia a chi è meno fortunato.

 

Il Mercatino sarà aperto nel salotto grande fino a 10 dicembre, con questo orario: nei giorni feriali h. 10-12 e 16-19; mentre sabato e domenica orario continuato h. 10 - 20.


 

concerto in favore dei bambini del Mozambico

 

 

Domenica, 26 novembre, ha avuto luogo nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma un concerto in favore dei bambini del Mozambico con l’ organizzazione ASEM Italia. Si è esibito il coro Franco Potenza, con la partecipazione del coro Anna Branchi. In questa occasione erano esposte opere offerte dal pittore Ermanno Polla per la raccolta fondi a favore di ASEM onlus. MARIA SANTISSIMA


 

 

due fratelli carmelitani scalzi della Provincia croata

05 Novembre 2017

 

A partire da questa settimana la comunità carmelitana di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma ospita due fratelli carmelitani scalzi della Provincia croata: fr. Tiho e fr. Ivan, che sono stati ordinati diaconi da S. E. mons. Zdenko Krizic,ocd, due settimane fa. Studieranno l’italiano e faranno con noi una parte del loro percorso preparatorio al sacerdozio e all'apostolato specifico dell'Ordine.

 

Auguriamo loro buona permanenza e buon profitto spirituale sotto lo sguardo e la protezione di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo.


 

 

Sua Eccellenza Mons. Guerino Di Tora, Vescovo ausiliare di Roma

 

A S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo

 

Nell’ occasione del 130mo anniversario del pellegrinaggio a Roma di S. Teresa di Lisieux è stata celebrata una solenne eucaristia presieduta dalla Sua Eccellenza Mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, lo stesso giorno della festa della Santa, 1 ottobre, alle ore 19.00 presso la Chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo (in via Paisiello). L'animazione del canto da parte del Coro Accademico Romano, sotto la direzione del maestro Alessio Pacchiarotti e l'assistenza dei fratelli Carmelitani scalzi del Collegio Teologico Internazionale "S.Giovanni della Croce" a Roma, ha dato un tono particolarmente solenne

La messa alle 11.00 è stata presieduta da P. Gustavo Pratts, il superiore della comunità di specializzazione al Teresianum. 

In preparazione alla festa è stata celebrata la novena predicata dai padri carmelitani della provincia veneta che amministrano la parrocchia di S. Teresa d' Avila al Corso alla quale la nostra chiesa appartiene: P. Roberto Marini, P. Giacomo Gubert e P. Fabio Roana, che ci hanno esposto l'esperienza e l'attualità del significato dei luoghi visitati dalla Santa a Roma nel 1887.

 

 

Ringraziamo di cuore tutti coloro che ci hanno aiutato a celebrare decorosamente S. Teresa di Gesù Bambino.

 

 

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solennità di S. Teresa di Gesù Bambino

dal 22 al 30 settembre 2017

 

Dal 22 al 30 settembre si svolge la novena di preparazione alla solennità di S. Teresa di Gesù Bambino nell'unica chiesa dedicata alla Santa a Roma, quella specificata "in Panfilo". I predicatori, padri carmelitani scalzi della provincia veneta P. Roberto Marini, P. Giacomo Gubert e P. Fabio Roana, durante la novena faranno riferimento ai diversi posti visitati a Roma dalla Santa nell'occasione del suo pellegrinaggio 130 anni fa con il quale ha voluto ottenere permesso dallo stesso Pontefice per la sua entrata nel Carmelo prima dell'età consueta.

 

La celebrazione della solennità avrà il suo culmine il 1 ottobre 2017 con la messa solenne alle 19.00 presieduta dalla S.E. Mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, e animata dal Coro Accademico Romano sotto la direzione del Mo. Alessio Pacchiarotti.

 

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Novena a S Teresa di Lisieux
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Ripristino del culto a san Panfilo

Il giorno precedente dell'inizio della novena di preparazione alla festa di S. Teresa di Gesù Bambino, giovedì 21 settembre, nella sua chiesa "In Panfilo" in via Paisiello (ex quartiere Sebastiani, ora Pinciano-Salario, zona Parioli) quest'anno si è ripresa a celebrare la festa di san Panfilo, martire romano del secolo IV, una volta sepolto nelle catacombe sottostanti alla chiesa attuale.

 

Quando le più profonde catacombe di Roma (a 20 metri sotto il nivello della strada) vennero riscoperte nella primavera del 1920 "Sommo Pontefice Benedetto XV, che da vero mecenate della Catacombe romane, aquistò il terreno riservandolo alle indagini e ricerche archeologiche, per poi, in un secondo tempo ripristinarvi il culto ai Martiri locali..."
(Cenni storici sui conventi dei PP. Carmelitani Scalzi della Provincia Romana, Roma 1929, 337). Così fu costruita la cripta nel 1928 dedicata a san Panfilo (attualmente Sala Caravaggio).

 

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Omelia per S. Panfilo
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concerto per violoncello

domenica 27 agosto

 

Nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma, domenica 27 agosto è stato eseguito un bellissimo concerto per violoncello: Giovanni Romito, e pianoforte: Fabio Mariani e Alessio Pacchiarotti. Si è creato un ambiente caldo, ed amichevole tra il pubblico e gli artisti che hanno saputo bene trasmettere l'arte geniale di Bach, Haydn, Schumann e Fauré, Grazie mille a questi giovani artisti che ci hanno rinvigorito lo spirito con la bellezza dei brani proposti e con la loro abile esecuzione.


 

 

I nuovi fari LED !!!!

 

I nuovi fari LED dovrebbero rendere più luminosa la chiesa di s. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma. La recente sostituzione dei fari alogeni è diventata un imperativo visto il rapido consumo delle lampade che si usano di più. Per esempio solo quest'anno, abbiamo dovuto chiamare una decina di volte il nostro elettricista per sostituire le lampadine alogene bruciate. Di solito capitava in tempi meno opportuni, prima delle festività e nei giorni non lavorativi. Ci voleva anche coraggio per andare sulla scala di quasi 10 metri in altezza per cambiarle, e tutta l'operazione impiegava tre persone per montare, spostare la scala e lavorare in alto.

Oltre dell'affidabilità e la semplicità della manutenzione, con i nuovi fari LED a luce calda anche la spesa per la corrente elettrica diminuirà, con il vantaggio di una maggiore luminosità della chiesa.

 

Ringraziamo di cuore a tutti i nostri benefattori, grazie ai quali possiamo mantenere la nostra piccola comunità carmelitana e fare qualcosa di più per la nostra bellissima chiesa, l'unica a Roma dedicata a S. Teresina.

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il concerto di musica sacra "Radix Harmonca"

6 luglio 2017, S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo

 

Si chiama "Coro da camera", però è un coro da sale da concerto molto più grandi. Nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo (Roma) giovedì 6 luglio il concerto di musica sacra "Radix Harmonca" ha entusiasmato il pubblico. Impressionante la potenza delle voci. Il direttore del coro, maestro Giuseppe Pecce, ha introdotto molto bene i singoli canti, che purtroppo non tutti presenti hanno potuto godere a causa d'una acustica sfavorevole. Però anche l'acustica della chiesa durante la sua direzione si è dovuta arrendere davanti a una potenza più grande, quella dell'unica voce di coristi che infine è risultata la vera padrona del tempo e dello spazio. Il momento culminante è stato durante la canzone tradizionale svedese "Trilo", quando - grazie alla disposizione dei componenti del coro e della loro particolare esecuzione - ai presenti sembrava di essere in mezzo al mare aperto,  dolcemente cullati dalle sue onde.... Bellissimo.

 


 

 

Venerdì 26 maggio la Schola gregoriana "Monodia Urbis"

 

Venerdì 26 maggio, nella chiesa carmelitana di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo (Roma) l'ultimo dei concerti in onore del 130°  anniversario del pellegrinaggio della Santa, la Schola gregoriana "Monodia Urbis", sotto la direzione di Mo. Alessandro De Lillo, ha fatto scendere il cielo sulla terra. Come ha detto uno dei presenti del pubblico, questo non è stato un concerto solo per l'orecchio, ma anche e soprattutto per l'anima. "Un bagno nella bellezza" e questa si poteva quasi toccare alla fine dell'esecuzione. Neanche i rumori della trafficatissima via Piasiello, né quelli del cinema, hanno potuto interrompere il clima particolare che si è creato tra il coro e il pubblico, un clima di preghiera e di rispetto per il sacro. Grazie infinite per una esperienza indimenticabile.

 

Alla fine della serie dei concerti "I venerdì di Pasqua" un grazie particolare va al  direttore artistico Maria Concetta Picciotto, l'artefice di tutto il progetto. Che il Signore, per l'intercessione di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, dia salute e la sua benedizione a lei e a tutti i devoti della più grande santa dei tempi moderni.


 

 

19 maggio, il Coro Accademico Romano

 

Che bella serata che ci ha preparato venerdì, 19 maggio, il Coro Accademico Romano diretto da maestro Alessio Pacchiarotti con ospiti musicisti da Campo Basso e Frosinone! Un repertorio tutto pasquale con varietà di esecuzioni dagli autori antichi fino ai giorni nostri. E tutto condito con introduzioni educative ed effetti particolari, per esempio lo strumento della tromba senza la quale il concerto non sarebbe stato così solenne e così diverso. Congratulazioni!

 

L'ultimo concerto della serie "I venerdì di Pasqua" in onore di Santa Teresina nell'occasione del 130° anniversario del suo pellegrinaggio a Roma, è quello della Schola Gregoriana "Monodia Urbis", ed avrà luogo 26 maggio 2017 alle ore 19.30, sempre nell'unica chiesa a Roma dedicata a Santa Teresina, in via Paisiello.


 

 

12 Maggio, L'ensemble barocco "Ricercar Cantando"

È stata una vera gioia ascoltare e meditare in questo quinto concerto della serie "I venerdì di Pasqua" il repertorio sacro preparato dall' ensemble barocco "Ricercar Cantando", che ha scelto i compositori francesi del '600 in onore di Santa Teresina nel 130° anniversario del suo pellegrinaggio a Roma. I soprani Stefania Pambianchi e Maria Concetta Picciotto si sono seriamente preparate per le esigenti arie di Couperin, Charpentier e de Boismortier. Daniela Santucci ha regalato una bellissima esecuzione della "Troisième suitte sonate" di Hotteterre, accompagnata dall'appoggio sicuro di Piero San Martini, violoncello barocco e di Alessio Pacchiarotti sulla spinetta, il quale ha anche presentato - da solista all'organo - alcune parti della "Messa per l'uso ordinario nelle parrocchie per le solennità" di Couperin. Il concerto ricco e variegato, ha avuto il suo culmine proprio alla fine nel moto a due voci pieno di gioia per il giorno di Pasqua "Victoria" di Couperin in una esecuzione brillante.

Di solito si dice "chi canta, prega due volte", ma questa sera 12 maggio, nella nostra chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo (Roma) qualcosa di simile si poteva dire anche per gli ascoltatori. E tutto per merito dell'ensemble barocco "Ricercar Cantando".

 

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5 Maggio, CON il "Diletto Barocco"

 

I "Venerdì di Pasqua" nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma diventano sempre più belli e solenni. Il 5 maggio l'orchestra "Diletto Barocco" ha offerto una serata regale: il loro programma ci ha portato alla corte inglese (Haendel), quella di Dresda (Quantz), come anche quella francese (Lully). Eseguita nel tempo pasquale ci poteva benissimo ricordare la dignità regale del cristiano, conferitagli dal Cristo Risorto per mezzo del battesimo. Anche il concerto era una vera grazia, un dono da parte dei musicisti appassionati della bellezza, la bellezza che fa parte delle tre qualità di Dio vero, buono e bello. Dopo l'applauso finale prolungato, per il bis, l'orchestra ha ripetuto "Lascia ch'io pianga" di Handel con una bellissima esecuzione di Ayana Sambuu, mezzosoprano della Mongolia. Congratulazioni a Giannantonio Ippolito, coordinatore, e a tutti i componenti dell'orchestra "Diletto Barocco" con strumenti d'epoca.


 

 

Il programma di Ivo Mrvelj

 

Domenica 30 aprile alle ore 20.00 nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma, abbiamo potuto ascoltare J. S. Bach e gli altri autori francesi del periodo di romanticismo francese di Santa Teresina, previsti dal programma di Ivo Mrvelj, promettente organista croato. Le esibizioni musicali non sono bastate al pubblico presente, Ivo è uscito ancora due volte su richiesta di "bis" la seconda con un’ improvvisazione musicale nello stile del romanticismo italiano! La padronanza della tecnica e l'entusiasmo nel suonare del giovane hanno segnato l'esecuzione di ogni brano musicale. Tutto il concerto risuonava all'orecchio come un gioco gioioso, ma oltre alla gioia, grazie anche allo schermo che rifletteva la sua immagine al pubblico durante l’esibizione, era visibile anche l’ alto livello di preparazione dell' interprete. A soli 21 anni Ivo già è una meraviglia.

 


 

 

Meditazione musicale sulla Passione

Venerdì pasquale, 28 aprile, alle 19.30 nella chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma, si sentiva la voce di basso accompagnato dall'organo. Sono stati due giovanissimi ospiti di Croazia, Filp Sever e Ivo Mrvelj, ad eseguire le quattro arie per basso di J. S. Bach tratte dalla sua Passione secondo Matteo. Con i testi tradotti in italiano, il pubblico poteva seguire l'esecuzione delle arie in un clima di raccoglimento e di meditazione. La proposta di Bach di ravvivare i sentimenti dei diversi partecipanti alla Passione di Gesù, eseguiti da Filip Sever con destrezza ammirabile, hanno suscitato delle vere emozioni religiose.  Il programma non facile è stato preparato apposta per la partecipazione alla serie di concerti "I venerdì pasquali" in onore della Santa Teresina, nell'occasione del 130° anniversario del suo pellegrinaggio romano e il 20° del suo dottorato.


 

 

ARIE DI BACH

Continua nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo la serie di concerti nell’occasione del 130° anniversario del pellegrinaggio di Santa Teresina a Roma e il 20° del suo dottorato.

 

Con le arie per basso di Bach, tratte dalla celebre Passione di Matteo, si presenta giovane e internazionalmente premiato basso Filip Sever (29) dalla Croazia, VENERDI 28 aprile, alle ore 19.30.

 

Le quattro arie per voce di basso:

- nella prima, il basso rappresenta il credente, ispirato dal momento nel quale Gesù, nell'Orto di Getsemani, si rassegna a compiere il suo destino;

- nella seconda, dà voce al personaggio di Giuda, tormentato dal rimorso dopo aver compreso le conseguenze del suo tradimento;

- nella terza, torna a rappresentare il credente, questa volta ispirato dall'episodio nel quale Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce;

- nella quarta, esprime i sentimenti di Giuseppe di Arimatea, discepolo di Gesù, che riesce ad ottenere la sua salma e si incarica delle esequie.

L'organista, uno studente multipremiato, Ivo Mrvelj (22), avrà il solo concerto per l’organo DOMENICA seguente, 30 aprile, dopo la messa vespertina alle ore 20.

 

 

L’ingresso è libero per tutti e due gli eventi.

 


 

 

L'ensemble Anienses del 21 Aprile 2017

Grazie grazie grazie vanno all' ensemble "Anienses" che ci hanno regalato venerdì 21 aprile una serata meravigliosa d'impronta nettamente spirituale. Nonostante durata di più d'un ora non si è sentito nessun peso nell'ascolto del concerto, perché il programma barocco era ricco e variegato con diverse combinazioni della voce e dei diversi strumenti d'epoca (clavicembalo, flauto dolce, violoncello), tutto sommato molto ben equilibrato. L'esecuzione precisa e professionale non ha impedito trasparire un entusiasmo naturale dei componenti dell' ensemle, anzi l'aiutava ad impartire una comunicazione diretta e cordiale con gli ascoltatori, che in questa prima serata della serie dei concerti dei "Venerdì pasquali nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo" erano in più di cinquanta.

 

Il prossimo appuntamento è venerdì, 28 aprile alle 19.30 con due ospiti dalla Croazia


 

 

L'ensemble Anienses

 

apre l'annunciata serie di concerti nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo con il programma di musica sacra intitolato "Salve Regina", questo venerdì, 21 aprile, alle ore 19.30

 

 

 

CHI SONO I COMPONENTI DELL' ANIENSES?  ..... leggi

  

 


 

Per celebrare il 130mo anniversario del pellegrinaggio di Santa Teresina a Roma (1887), il ventesimo del suo dottorato (1997) e per aumentare la solennità del ormai prossimo Tempo di Pasqua, proponiamo una serie di concerti nella chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo, l'unica a Roma dedicata alla Santa Teresina.

 

I venerdì pasquali sono stati scelti per far contrappeso ai venerdì di quaresima, per sottolineare la forza trasformatrice della risurrezione di Gesù, e come un incentivo di prolungare la gioia pasquale del cristiano in un tempo liturgico paradossalmente meno ricco di avvenimenti rispetto alla Quaresima.

 


 

 

TESTO ADORAZIONE

GIOVEDI' SANTO con S. TERESINA

 

 

Cliccare sull'immagine per il testo in PDF e QUI per il testo in WORD

 

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I testi presi dal libro di p. Bruno Moriconi Volti del Carmelo. Figure ed esperienze di preghiera nel Carmelo Teresiano, Edizioni OCD, Roma 2014, saranno accompagnati da una proiezione di immagini.


 

 

Una gita a Napoli

Parrocchia di S. Teresa di G. B. in Panfilo, 5 novembre 2016

 

Per decisione del Consiglio Pastorale, della chiesa di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo, e per merito particolare delle tre fedeli amiche della Santa Teresina, Orietta, Paola e Maria, questo sabato, il 5 di Novembre, abbiamo visitato il centro storico di Napoli. Dopo un viaggio in pulman di circa tre ore e mezzo, abbiamo dovuto scegliere cosa fare nel resto della giornata; abbiamo scelto di visitare il Cristo velato, la Via dei Presepi ed il Tesoro di San Gennaro. Per timore d'un possibile affollamento di turisti, siamo partiti in 32 alle 7.00 in punto e così, arrivati alla cappella di San Severo, abbiamo evitato la solita lunghissima fila che saremmo stati costretti a fare per entrare dove si trova una delle meraviglie mondiali: il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino. Per questa scultura, il famosissimo scultore Antonio Canova, dopo aver fallito nel suo intento di acquistare l'opera, ha detto che avrebbe dato dieci anni della sua vita pur di poter essere l'autore d'un simile capolavoro. Da vicino, il Cristo velato fa sentire i brividi ma tutta la cappella è un gioiello d'arte, che meriterebbe di essere rivisitata, da un gruppo magari più piccolo ma con più tempo a disposizione per una meditazione personale.

A mezzogiorno abbiamo celebrato la Messa nella Chiesa di S. Domenico Maggiore, dove insegnò S. Tommaso d'Aquino. La Chiesa di San Domenico Maggiore verrà da noi ricordata per la calorosa accoglienza di fr. Mimmo il sacrestano, il quale, tra le altre cose, ci ha mostrato il Crocifisso che parlò a S. Tommaso quando egli, terminato di scrivere la sua celebre Summa Theologica, stava dubitando che, per l'impossibilità di esprimersi di fronte all'Inesprimabile, tutto il suo lavoro fosse stato inutile e vano. Gesù, al contrario, lo confortò con queste parole: "Hai scritto bene di me !". Nella cappela adiacente c'e anche un presepio del '500, e un pò piu avanti viene venerata la tomba di San Tarcisio, il cui corpo fu trasferito qui, da Roma, nel 1646.

Dopo una pizza napoletana verace abbiamo fatto una bella passeggiata per la Via dei Presepi (via San Gregorio Armeno), dove si trovano tutti i pezzi possibili ed immaginabili per comporre un presepe.

L'apice della seconda parte della giornata è stata la visita guidata al Tesoro di San Gennaro dove ci siamo confrontati con una tale bellezza e ricchezza da restarne senza fiato. Con le spiegazioni della guida, Chiara, che, nostro malgrado, non ci ha permesso, nel modo più tassativo, di prendere alcuna foto per l'obbligo imposto dalle Assicurazioni, abbiamo capito un po' meglio la mentalità dei devoti del luogo. Ci sono voluti circa 250 anni per la elaborazione della collana di San Gennaro; e per la sua mitra hanno fatto incastonare più di 3200 diamanti (tremilladucento....!!!), che pesano oltre 18 chili.
Abbiamo poi dato una frettolosa occhiata al Duomo, che avrebbe meritato molto di più, ma era già arrivata l'ora di ritornare a casa, un po' stanchi, ma pieni di buone impressioni.


 

 

Pellegrinaggio Giubilare della parrocchia di S. Teresa di G. B. in Panfilo

Roma, 29 ottobre 2016

La comunità dei padri carmelitani scalzi ha organizzato per il sabato 29 ottobre 2016 un pellegrinaggio per chi faceva fatica a varcare da solo la Porta della Misericordia. Il programma includeva tutto il necessario per ottenere l’indulgenza plenaria nell’occasione dell’anno giubilare della misericordia: l’opportunità di confessarsi, la celebrazione dell’eucarestia, i fogli con le preghiere obbligatorie e quelle raccomandate di fare nell’occasione del pellegrinaggio, e il trasporto organizzato con pulmino di andata e ritorno. La Basilica papale San Paolo Fuori le Mura è stata scelta come meta, per la convenienza d’accesso sia per il pullman, che per i singoli pellegrini. Il Signore è stato buono con noi e ci ha regalato una bellissima giornata. Non ci voleva tanto da aspettare per entrare nella Basilica. Tutto è stato fatto fatto con un ritmo pacato e tranquillo. Alla fine i partecipanti hanno ringraziato P. Ervin e P. Dario, ed hanno espresso il desiderio di poter ritrovare qualche altra occasione per rivederci di nuovo in una simile impresa.


 

 

Solenne Celebrazione della festa di S.Teresina

Roma, S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo, 1 ottobre 2016

Per la prima volta, dopo venti anni, in questo santuario di S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo, si è svolta la celebrazione della Novena per la festa della Santa. Alcuni predicatori invitati sono stati collegati, o lo sono attualmente, collegati, in qualche modo, con il questo santuario: P. Roberto Marini e P. Giacomo Gubert sono rispettivamente parroco e viceparroco della parrocchia di S. Teresa in Corso d’Italia, della quale parrocchia questo Santuario appartiene. P. Orlando Pietrobono è stato l’ultimo parroco qui, quando questo Santuario era Parrocchia. P. Roberto Fornara, P. Gabriele Occhipinti, P. Rocco Visca, come anche don Carlo Adesso, tutti costoro hanno avuto esperienza di vita e di apostolato in questa chiesa e nel suo convento. Il compito di questi predicatori è stato quello di elaborare i diversi aspetti della misericordia nelle opere e soprattutto nella vita di S. Teresina, in accordo con l’anno giubilare della Misericordia, della quale Santa Teresina ne è stato uno dei più grandi esponenti. Alla fine della Messa, un brano, con un pensiero ed un proposito, è stato letto prima di recitare l’orazione conclusiva della Novena delle rose.

La celebrazione solenne, alla messa vespertina del 1° ottobre, è stata presieduta dal mons. Gianriccardo Rizza, ex parroco della parrocchia vicina di S. Bellarmino, neoeletto “Vescovo ausiliare” di Roma. Le cinquecento rose, preparate per essere distribuite durante questa celebrazione, non sono state sufficienti per soddisfare tutti i fedeli che, dopo la benedizione alla fine della messa, si sono attorniati nei pressi della reliquia della Santa, addobbata di rose.

La conclusione solenne delle celebrazioni per tale festa è stato il concerto in onore della Santa, dopo la messa vespertina della domenica seguente: il coro “Jubilate Deo” diretto dal maestro Alfredo Totti con le soliste Maria Concetta Picciotto e Ariana Rumiz, a volte accompagnato dall’ organista maestro Alessio Pacchiarotti, hanno eseguito uno pregevole susseguirsi di canti, squisito per le orecchie e per l’anima. Nel repertorio figuravano canti sacri, prodotti dai tempi medioevali fino ai nostri giorni, finendo con l’inno a Santa Teresina in una esecuzione emozionante della solista Maria Picciotto. La stessa solista accompagna ogni sabato, con il canto liturgico la messa prefestiva nello stesso santuario.

 


 

 

Novena e celebrazione del giubileo d'oro del sacerdozio di P. Orlando a Roma

Roma, S. Teresa di Gesù Bambino in Panfilo, 24 settembre 2016

Durante la novena per la solennità della Patrona della chiesa di S. Teresa in Panfilo, il predicatore della terza serata, sabato 24 settembre, è stato P. Orlando Pietrobono. Nella sua omelia ha spiegato il senso dell’offerta di sé, all’amore misericordioso, fatta dalla Santa il 9 giugno 1895, offerta che segna l’apice della sua esperienza mistica. “Essere sposa di Gesù, carmelitana e madre delle anime”, non le basta più: “Vorrei essere guerriero, sacerdote, apostolo, dottore e martire per te, o Gesù”; la Santa ha descritto, in tal modo, il suo progresso nell’anelito amoroso, nel quale decide di donarsi a Gesù con un atto di offerta radicale e totale che sa di sacrificio: “Quello che, Gesù, hai fatto per me e per tutti gli uomini.” E non per un solo atto come lo fecero gli altri martiri nell’ora della loro morte, ma ad ogni battito del mio cuore ti rinnovo questa offerta: vivere d’amore fino a morire d’amore”. Perché questo sacrificio in una giovane di 22 anni? Vivendo a lungo non poteva fare più bene a se stessa e alle anime? Lo spiega la Santa stessa, ha sottolineato P. Orlando, “Lo faccio non per me, per ammassare meriti, ma per piacere a Gesù, per consolare il suo Cuore, per salvare le anime che lo ameranno eternamente”. E il Signore ha esaudito la sua offerta con la sua dura prova di fede e di morte precoce; fatto questo che Teresina guardava come un segno particolare della tenerezza divina, concludendo la sua vita e la sua offerta con l’ultimo respiro nella quale pronunciò: “Gesù, ti amo.”

 

Il giorno seguente durante la messa domenicale delle ore 11, P. Orlando ha celebrato il cinquantesimo anniversario del suo sacerdozio in comunione con la comunità di carmelitani e di fedeli presente nella chiesa, della quale è stato praticamente l’ultimo parroco. Il ricordo di lui è ancora vivo tra i fedeli che gli hanno regalato, in questa occasione, una stola e una casula, con la quale ha celebrato la messa. Dopo la messa ha avuto luogo un  rinfresco per tutti i presenti, dopo il quale, la celebrazione del giubileo d’oro è continuata nel refettorio della comunità con un pasto fraterno: un piccolo omaggio per il suo grande giubileo.

 

                                                                                                                          fr. Dario Tokic, ocd

 


 

 

Ingresso dei confratelli croati a Roma nella nostra chiesa di Santa Teresa in Panfilo

 

ROMA, 29 Settembre 2015

 

 

 

 

 


 

 

 

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LA CAPPELLA DELLE RELIQUIE

La cappella delle reliquie

Nella cappella delle reliquie (1961) si può vedere e venerare una preziosa reliquia della Santa: il velo che Teresa, signorina di 14 anni indossava quando, in occasione di un pellegrinaggio a Roma, il 20 novembre 1887, fu ricevuta in udienza dal Papa Leone XIII. In detta circostanza chiese al Papa la grazia di entrare nel Carmelo a 15 anni.

Lì tra le sue pareti rivestite di marmo, sul lato destro e dentro una piccola edicola di marmi policromi sono custodite due preziose reliquie teresiane: oltre il velo nero, è anche la medaglia del pellegrino indossata da Teresa Martin nell'occasione dell'udienza. Le reliquie furono offerte alla nostra chiesa con lettera del 5 agosto 1932 da Madre Agnesa di Gesù, priora del Carmelo di LIsieux e sorella della Santa:

"E' nostro desiderio che queste reliquie siano di proprietà, non della chiesa (di S. Teresa in Panfilo) ma dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi a Roma: di modo che, se in futuro i nostri Padri non officieranno più questa chiesa, le preziose reliquie resteranno all'Ordine il quale ne assicurerà la conservazione e la venerazione a Roma" (Autentica del Velo, del 27 dicembre 1937).

 

 

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La tela dell'altare maggiore

 

La tela dell'altare maggiore

  

E' opera del famoso pittore Ettore Ballerini, benedetta e collocata in chiesa il 27 luglio 1932.
La santa sta librata su un mondo terreo e proiettato tra sinistri bagliori di fuoco. Ma la sua figura, che campeggia lo spazio avvolta in un manto bianco, soffusa di grazia, sorridente e dolce, infonde un grande senso di fiducia, di serenità e di speranza. Perché mentre angeli adorano, agitano aurei incensieri e suonano strumenti musicali, Teresa sparge su questo mondo vagante una larga pioggia di rose, simbolo di quelle grazie divine che viva aveva solennemente promesso, scrivendo: "dopo la mia morte farò scendere una pioggia di rose".
Sprigionandosi poi dal cuore di Teresa, un fascio di luce ci porta in alto e ci collega all'affresco di
Gesù Bambino sovrastante, e con ulteriori connotati sulla Santa: lei è Teresa di Gesù Bambino.

 

 

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IL CATINO 

 

 

Il catino

 

Sprigionandosi dal cuore di Teresa (pala centrale), un fascio di luce ci porta in alto e ci collega all'affresco sovrastante, opera che il pittore F. Morgante realizzò nell'estate 1953. Il dipinto vuol darci ulteriori connotati sulla Santa: Lei è Teresa di Gesù Bambino. Nel centro del catino, infatti, una leggera ed evanescente immagine del Pargolo divino avanza benedicente tra un'esplosione di luce ed una doppia corona di angeli ammirati. Di sotto sulla sinistra, quasi per ricordare il mistico giardino dove "Il piccolo fiore" di grazia è sbocciato, si intravede la santa montagna del Carmelo di fronte all'azzurro del Mare Mediterraneo.

  

 

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Gli ALTARI LATERALI 

 

 

Altari laterali

 

Nelle due absidi laterali hanno sede la Cappella della Madonna del Carmine, sulla sinistra, e del Sacro Cuore di Gesù, sulla destra. I loro altari, donati alla nostra chiesa dal "Fondo per il Culto" il 9 settembre 1932 e ricchi di marmi preziosi ed antichi, provengono dalla demolita chiesa di "Sancta Maria in Macello Martyrium" che era situata sulla via dei Fori imperiali all'angolo con via Cavour. Queste cappelle, decorate dal prof. Alberto Albani nel 1954, hanno quadri di valore e ricchi di contenuti spirituali.

 

 

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LA TELA DEL SACRO CUORE DI GESU'

 

La tela dell'altare del Sacro Cuore di Gesù

 

Sull'altare del Sacro Cuore di Gesù spicca un'altra tela di pregevole fattura. E' opera del valente pittore Corrado Mezzana, a cui la comunità dei padri ne saldava il conto il 6 agosto 1940. La sua concezione è originale.

L'artista presenta la bontà misericordiosa di Gesù ispirandosi, oltre che alla celebre visione di S. Margherita Alacoque, ad una delle pagine più toccanti del vangelo: la risurrezione di Lazzaro. Gesù, vestito di tunica bianca e del pallio grigio del pellegrino come se avesse compiuto un lungo viaggio, ha già disceso alcuni gradini della tomba, e dalla luce di fondo, su cui brilla una croce, avanza solenne verso la tomba buia dell'amico morto.

 

Il suo sguardo è atteggiato a serena dolcezza, mentre nel mezzo del petto il suo cuore sprigiona una vivida luce come faro nella notte. La mano destra, stesa e aperta, mostra il palmo piegato in segno di misericordia; la sinistra, più sollevata e più chiusa, invita ad alzarsi... Il simbolismo mistico dell'opera è chiaro: il Sacro Cuore avanza verso i fedeli e porta loro la vita e la luce della Resurrezione: la porta cui Egli si affaccia è quella dell'anima per far risorgere chi è morto, per ridestare chi dorme e per confortare chi è afflitto o scoraggiato.

 

 

 

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apoteosi del carmelo

 

 Apoteosi del Carmelo

 

Nella cappella della Madonna del Carmine l'artista Alfredo Bea, superando varie difficoltà tecniche, rappresenta l'apoteosi dello Scapolare intorno a cui raduna i santi più rappresentativi del Carmelo. Il dipinto è inscenato in un'atmosfera di colori evanescenti e di pace paradisiaca, in cui significativamente sembra perdersi la culla spirituale di quest'Ordine prevalentemente contemplativo.

Al centro campeggia la figura della Madre di Dio che con affetto materno porge il sacro scapolare a S. Simone Stock. Le fanno corona S. Giuseppe, Patrono speciale del Carmelo riformato; S. Alberto patriarca di Gerusalemme e legislatore dell'Ordine; i riformatori S.Teresa e S. Giovanni della Croce; nonché S. Teresa Margherita Redi che depone ai piedi di Maria un fascio simbolico di gigli e margherite.

In alto un coro di angioletti danzanti forma un'aureola che ha per sfondo una pitoresca prospettiva architettonica sulla quale si stendono festoni di glicini e di rose.

La tela veniva definitivamente sistemata, benedetta ed esposta alla pubblica venerazione il sabato 14 luglio 1934.

 

 

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LE VETRATE

 

 

Prima vetrata

 

E' la vetrata collocata nella facciata sopra la parte centrale della chiesa. L'organo antistante ne impedisce la visibilità. 


Teresina da bambina: "guardavo le stelle che scintillavano dolcemente, e quella vista mi rapiva. Soprattutto un grappolo di perle d'oro che distinguevo con gioia, mi pareva che avesse la forma di una T , lo facevo vedere a Papà e gli dicevo che il nome mio era scritto in cielo, e poi, non volendo più scorgere nulla della brutta terra, gli chiedevo che mi conducesse; allora, senza guardare dove mettevo i piedi, abbandonavo il viso proprio verso l'alto, senza stancarmi di contemplare il firmamento. "       (Manoscritto A, no. 62)

 

 

 

Seconda vetrata

 

 

Teresina chiamò la sua autobiografia "Storia primaverile di un piccolo fiore bianco". La prima vetrata, andando verso destra, è prima pagina della storia d'un fiore. Ché fiore sempre rimase senza mai avvizzire, un fiore modesto di primavera, per la brevità del tempo del suo fiorire, per la ricchezza e varietà di luci che fondono gli episodi d'un giorno e i valori dell'eternità nella luce misteriosa della fede.

 

 

 

 

 

 

 

 

Terza vetrata

 

Quando Teresa nacque nevicava, e per la neve ebbe sempre una spiccatissima predilezione: 
"Non so se le ho già parlato del mio amore per la neve? Quand'ero molto piccola, il suo candore mi rapiva; uno dei piaceri più grandi era passeggiare sotto i fiocchi bianchi... 
Avevo sempre desiderato che nel giorno della mia vestizione la natura fosse, come me, vestita di bianco...  Alla fine della cerimonia... Dopo aver abbracciato un'ultima volta il mio Re caro, rientrai nella clausura, e la prima cosa che vidi nel chiostro fu «il mio Gesù Bambino rosa» che mi sorrideva in mezzo ai fiori e alle luci, e poi subito il mio sguardo si posò su dei fiocchi di neve: il cortile era bianco come me. Che delicatezza di Gesù! Prevenendo i desideri della sua piccola fidanzata, le regalava la neve...Quale è dunque l'uomo, potente quanto si voglia, che riesca a far cadere dal cielo la neve per far piacere alla sua amata?"

 (Manoscritto A, no. 203-204)

 

Quarta vetrata

 

 

A poco più di cinque anni Teresa vide il mare per la prima volta.
"Mai dimenticherò l'impressione che mi fece il mare, non potevo fare a meno di guardarlo continuamente; la sua maestà, il fragore dei flutti, tutto parlava all'anima mia della grandezza e della potenza di Dio... La sera, all'ora in cui il sole par che si tuffi nell'immensità delle acque, lasciandosi davanti un solco luminoso, andai a sedermi sopra una roccia con Paolina sola. Allora ricordai la storia commovente «del solco d'oro»! Lo contemplai a lungo, quel solco luminoso immagine della grazia che rischiara il cammino su cui passerà la piccola nave dalla vela bianca..."

(Manoscritto A, no. 73)

 

Quinta vetrata

 

 

Sparger fiori ! E' programma di tutta l'esistenza di Teresa. Quaggiù vuol dire immolare se stessa nei piccoli o grandi sacrifici di ogni giorno che cospargono tutt'intera la sua vita segnata, come la vita di tutti, dai rossi riflessi della croce.

"Gesù, mio solo amor, quanto m'è caro
sparger fiori ogni sera al Tuo Calvario!
Rosa primaveril per Te io sfoglio
ad asciugarti il pianto.

Spargere fiori...è offrirti qual primizia
lievissimi sospir, grandi dolori.
Pene, felicità, picciol rinunce:
ecco i miei fiori."

(28 giugno 1896)

 

 

 

 

Sesta vetrata

 

Dall'altro lato della chiesa, risalendo dall'altare maggiore, la sesta vetrata è certamente la più espressiva, per il simbolo scelto dalla Santa e per la creatività artistica scarna di colori, ricca soltanto di movimento: l'aquila e l'uccellino. Il simbolo esprime un momento fondamentale della vita interiore della Santa: il suo rapporto con Dio, fatto di fiducia e di abbandono.

"In qual modo può, un'anima imperfetta quanto la mia, aspirare a possedere la pienezza dell'Amore?... Io mi considero come un uccellino debole, coperto di un po' di piuma lieve; non sono un'aquila, ho dell'aquila soltanto gli occhi e il cuore perché, nonostante la mia piccolezza estrema, oso fissare il Sole divino, il Sole dell'Amore, e il mio cuore prova tutte le aspirazioni dell'aquila... L’uccellino vorrebbe volare verso quel Sole che affascina gli occhi, vorrebbe imitare le aquile, sue sorelle che vede elevarsi fino alla divina dimora della santissima Trinità...

Se l'Astro adorato rimane sordo al lamento cinguettato della sua creaturina, se rimane velato, ebbene, la creaturina resta bagnata, accetta di essere intirizzita di freddo..
Così, per quanto tempo tu lo vorrai, o mio Amato, il tuo uccellino rimarrà senza forza e senza ali; terrà sempre fissi in te gli occhi; vuole essere affascinato dal tuo sguardo divino, vuol diventare preda del tuo Amore"          
(Manoscritto B 260.262)

 

Settima vetrata: l'offerta all'Amore Misericordioso:

 

"Allo scopo di vivere in un atto di perfetto Amore, mi offro come vittima d’olocausto al tuo Amore misericordioso, supplicandoti di consumarmi senza posa, lasciando traboccare nella mia anima le onde d’infinita tenerezza che sono racchiuse in te, così che io diventi Martire del tuo Amore, o mio Dio !"

"Un giorno, oso sperano, Aquila adorata, verrai in cerca del tuo uccellino, e risalendo con lui al focolare dell'Amore, lo immergerai per l'eternità nell'abisso ardente di quell'Amore al quale egli si è offerto come vittima."

(Atto di Offerta; Manoscritto B, no. 262)

 

 

 

Ottava vetrata: il martirio

"Il martirio, questo è il sogno della mia giovinezza, questo sogno è cresciuto con me nel chiostro del Carmelo. Ma anche qui, sento che il mio sogno è una follia, perché non saprei limitarmi a desiderare un solo martirio. Per soddisfarmi li vorrei tutti... "

(Manoscritto B, no. 252)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nona vetrata: l'amore nel cuore della Chiesa

 

"Durante l'orazione, i miei desideri mi facevano soffrire un vero martirio: aprii le epistole di san Paolo per cercare una risposta...

Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ero riconosciuta in alcuno dei membri descritti da san Paolo, o piuttosto volevo riconoscermi in tutti. La Carità mi dette la chiave della mia vocazione. Capii che, se la Chiesa ha un corpo composto da diverse membra, l'organo più necessario, più nobile di tutti non le manca, capii che la Chiesa ha un cuore, e che questo cuore arde d'amore. Capii che l'amore solo fa agire le membra della Chiesa, che, se l'amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue... Capii che l'amore racchiude tutte le vocazioni Gesù, Amore mio, la mia vocazione l'ho trovata finalmente, la mia vocazione è l'amore! ...

 

Nel cuore della Chiesa mia Madre, io sarò l'amore. Così, sarò tutto"

 

 

 

 

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