IL POSTULANDATO in SARDEGNA

 

GENNAIO 2014

 

Non è stata una semplice conoscenza delle nostre realtà in Sardegna ma un’intensa esperienza spirituale. Ci siamo ritrovati in famiglia, come fratelli e sorelle che si rincontrano dopo un periodo di distanza forzata. Possiamo dire di aver vissuto l’accoglienza. Trovarsi in sintonia, vedere le barriere verso l’altro sgretolarsi repentinamente rientra nella dimensione di ciò che si spera. Riuscire a costruire fraternità autenti-

 

 

ca non è scontato, alcune volte si rinuncia preferendo dimostrare la tesi delle inevitabili disillusioni. La grazia del Signore, però, viene sempre in soccorso riabilitandocinella capacità di entrare in relazione e gli incontri, in Sardegna, (con i frati, con le monache, con i membri dell’Ocds, con i simpatizzanti del Carmelo) sono stati una meravigliosa conferma di questo suo continuo operare.


 Flumini
Flumini
 Flumini
Flumini

 

Già il primo giorno, l’8 gennaio, eravamo sul terreno destinato alla costruzione del nuovo convento a Flumini. Sono ancora presenti i fortini utilizzati dai soldati nella seconda guerra mondiale. Siamo scesi all’interno, proprio nel luogo in cui si doveva sparare per sopravvivere. Lì, tra poco, sorgerà un “ospedale da campo”,  cioè una chiesa specializzata nella cura delle ferite esistenziali,in linea con l’intuizione evangelica di Papa Francesco. Diventerà un luogo in cui la vita non viene minacciata ma restituita. Si ragionava su questo passaggio: da logica di morte a dinamica di misericordia, mentre scattavamo qualche foto. 

 

 

La sera con il p. Maestro p. Graziano, p. Gabriele Morra, p. Gabriele Biccai, p. Giorgio e Gabriele (un ragazzo presente per qualche giorno di ritiro), intorno ad una tavola preparata con amore (qui la provvidenza si chiama Mirella), abbiamo condiviso momenti significativi di storia personale. Rimarranno nella memoria di questo postulandato, evidentemente per motivi diversi, le seadas e le notizie sui disagi che gli abitanti della zona devono affrontare. Grazie ai padri il Carmelorappresenta un’oasi in cui si riprende contatto con la speranza e questo emerge chiaramente dai rapporti fraterni costruiti con i fedeli.

 


Davanti a Nostra Signora di Bonaria
Davanti a Nostra Signora di Bonaria
Davanti a Nostra Signora di Bonaria
Davanti a Nostra Signora di Bonaria

 

9 gennaio: santa Messa e lodi al santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari. Siamo venuti via con una parola illuminante del sacerdote: Gesù prega con noi. Un invito a cambiare prospettiva che abbiamo cercato di mettere immediatamente in pratica,nella cattedrale di Cagliari, davanti alla cappella dedicata, tra gli altri, ai Beati Luigi e Zelia Martin. A pranzo, abbiamo mangiato i nostri panini davanti alla laguna di Nora. 

Scenario di una bellezza difficile da de-

 

scrivere: torre del Coltellazzo com-presa che sembra spuntare dall’acqua come per magia. Dopo la visita all’ indimenticabile area archeologica ab-biamo raggiunto le terziarie dell’Ocds di Pula. Il p. Maestro nel momento di riflessione ci ha posto davanti al bivio evangelico: essere persone che ama-no o essere persone che giudicano. (Mery che ci ha accolto in casa sua dopo l’incontro ha scelto decisamente la prima opzione e il suo sorriso lo dimostra).

 


Davanti alla Cattedrale di Cagliari
Davanti alla Cattedrale di Cagliari

 

La mattina del 10 siamo arrivati al monastero di Flumini.

L’incontro con le sorelle monache è di quelli che ti cambiano. La carmelitana è una testimonianza visibile dell’ Amore di Dio. È una profezia esistenziale. Ti smuove e incoraggia allo stesso tempo. Nell’eucaristia p. Gabriele Morra ha evidenziato l’importanza dei “dettagli” nella vita fraterna. La comunione si realizza anche con un sorriso e una parola rivolta con gentilezza. Concetto che andrebbe trascritto e riletto ogni volta che si esce dalla cella.

 

L’11 è stato un giorno di spostamento: 

 

 

destinazione monastero di Nuoro. Nel tragitto percorso in auto siamo rimasti colpiti dai colori e dall’armonia della vegetazione. Praticamente una cartolina lunga 200 km.La condivisione con le sorelle è stata molto intensa, il messaggio è arrivato forte e chiaro: si deve contare sulla fedeltà del Signore, non sulla nostra. Nell’eucaristia il p. Maestro ha ribadito che ci dobbiamo considerare dei canali, se li chiudiamo l’amore non passa. Nutriti nel corpo e nello spirito,in serata siamo partiti per Ozieri riflettendo su questa promessa d’amore del Signore. Promessa irrevocabile da parte sua.

 


Nora, torre del Coltellazzo
Nora, torre del Coltellazzo
Nora, area archeologica
Nora, area archeologica

 

Il 12 gennaio dopo aver ricevuto l’abbraccio caloroso di p. Emanuele, p. Giuliano, p. Salvatore e p. Valerio abbiamo partecipato alla festa del Santo Bambino di Praga. Il Vescovo mons. Sanguinetti ha ricordato che alle domande di senso si possono trovare risposte risolutive solo incontrando il Signore. Nelle foto ricordo della festa patronale dovrebbe essere rimasta traccia dei postulanti in processione con la statua del Santo Bambino. Dopo pranzo, in cucina, mentre si lavavano i piatti, abbiamo cantato quasi a squarciagola, con Maria Vittoria e le altre sorelle, Flos Carmeli

 

 

Questo può succedere solo tra persone innamorate del Carmelo. Nei giorni seguenti abbiamo visitato la bella cattedrale di Ozieri e grazie a Pietro il cimitero monumentale, men-tre è stato p. Valerio ad accom-pagnarci al Nuraghe Santu Antine e a San Pietro di Sorres. Non abbiamo avuto il coraggio di chiedergli quante altre centinaia di volte c’era già stato. Il nostro viaggio/pellegrinaggio si è concluso il 15 gennaio. All’aeroporto di Pisa ci attendeva fra Giovanni per accompagnarci in convento. È stata la prima persona alla quale abbiamo raccontato la grande gioia vissuta in Sardegna.


Ozieri, processione per Santo Bambino di Praga
Ozieri, processione per Santo Bambino di Praga