La gioia di questi nostri religiosi si respira a pieni polmoni ...

DA NENSHAT

 

P. Gabriele Morra: resoconto dell'ultimo viaggio in Albania

 

 

 

Albania, Nenshat

 

17-21 febbraio 2014

 

Visita fraterna ai missionari ed inaugurazione del conventino-ospedale



Il 17 febbraio verso l'ora di pranzo sono arrivato a Nenshat nella nuova dimora dei nostri religiosi. Sono rimasto sorpreso dalla sistemazione più che dignitosa e particolarmente familiare che i nostri religiosi hanno dato al secondo piano di questo ospedale, che non sembrava attendere altro che il nostro arrivo!

 

I mobili acquistati sono economici ma molto belli; la casa é ampia, come i nostri conventi, spaziosa. Ci sono stanze per una moderata accoglienza. Le celle dei religiosi sono molto belle e ordinate. Le case intorno sono abbastanza vicine e nel complesso ci si trova in paese, vicini alla gente. Nel pomeriggio arriva anche il P. Gianni Bracchi, provinciale di Venezia. Con lui passiamo alcuni momenti insieme, condividendo la mensa, alcuni discorsi e le sue prime impressioni sull'Albania che non aveva mai visitato. Tra noi c'è anche Roberta, medico specializzando proveniente da Treviso. Farà alcune esperienze in alcuni ambulatori della zona per progettare l'attività estiva di volontariato. La sera del 17 accompagno insieme al priore, P. Mariano, Emiliano a casa dei suoi genitori. L'abbraccio con la mamma è interminabile e le lacrime copiose. Un momento intenso e commovente, per una famiglia, semplice, povera, ma molto dignitosa. In quell’occasione salutiamo anche le cugine di Emilian, Claudia e Flavia, molto contente di rivederci. Andiamo via con i consueti doni, tra i quali una meravigliosa treccia di cipolle...che mi piacciono tanto!

 

Il 18 febbraio è la volta del viaggio in Tropoia, a Duschaj e Raja. Il viaggio è lungo ma avviene in compagnia di Emilian che aveva un forte desiderio di accompagnarmi. Rivediamo tante persone e giovani, con i quali rinsaldiamo i legami stretti dal P. Angelo Campana, Lucia e Andrea, Nadia… nella loro intensa attività di collaborazione missionaria che da almeno due anni si svolge in queste zone montuose e poverissime dell'Albania. Di fatto si realizzano due momenti forti: alle ore 14, incontro con gli adolescenti alla parrocchia di Raja, dove Emiliano tiene una testimonianza sulla vita religiosa e sulla vocazione. Poi la sera offriamo una pizza a Bayram-Curry, con don Antonio, le suore francescane e alcuni giovani. Tra di loro c'è la preziosa presenza di Shpresa, che dall’inizio ci assiste nel progetto. Dormiamo lì e la mattina seguente,dopo aver celebrato l’eucarestia con le suore, intraprendiamo il viaggio di ritorno. Arriviamo in convento a Nenshat con un certo anticipo rispetto al pranzo. La macchina dei frati é molto buona, veloce e comoda; approfitto per ringraziare ancora una volta gli amici di Treviso per il loro generoso regalo!

 

Nel pomeriggio del 19 febbraio incontro la comunità dei nostri tre religiosi. Si tratta di un momento di scambio sulla bozza di convenzione tra l'Ordine e la Diocesi, per chiarire in futuro il tipo di presenza e di collaborazione. I religiosi mi suggeriscono alcune correzioni che annoto. Nella serata mi prendo cura della neonata pagina Facebook della Provincia del Centro Italia, in attesa che nasca la pagina web ufficiale, a giorni. Pubblico alcune foto ed invito alcuni amici a seguirci.

 

La giornata del 20 febbraio si apre con la messa dalle nostre monache, dove poi rimango per alcuni colloqui. Ma alle ore 11 siamo attesi dal Vescovo, dove mi reco accompagnato dal P. Mariano. Il Vescovo ci accoglie con la consueta affabilità. Dopo i saluti e un aggiornamento su alcune problematiche della diocesi e i suoi viaggi al'estero, leggiamo insieme il testo-bozza della convenzione, per poterla commentare. Anche lui suggerisce alcune cose, ma soprattutto manifesta la sua contentezza perché il testo racchiude principalmente la buona notizia che l'Ordine intende farsi carico dell'onere della costruzione, quasi nella sua interezza. Si tratta però secondo le sue indicazioni, di dare ora una forma giuridica chiara e riconoscibile per tutti, canonicamente e civilmente. E questo, ove necessario, comporterà l'aiuto di un notaio e certamente del Nunzio. Alla nostra richiesta di porre questo scritto all'attenzione del Nunzio o di qualche altro specialista in Albania, risponde dicendoci che lo farà lui. La visita termina con un saluto alle nostre suore carmelitane della Casa della Carità, e anche alle suore dorotee, che ci fanno dono di fiori per l'altare e qualcosa per il pranzo.

 

Ripresa la strada di casa, dopo aver pranzato in convento (questa settimana cucina P. Paolo Maria, il nostro super web-chef !), nel pomeriggio sono impegnato nuovamente con le monache, questa volta per un incontro comunitario.

Ma alle ore 18 inizia all'ospedale il momento più importante della settimana, che è l'inaugurazione del conventino! Arriva il Vescovo e un collaboratore, poi i frati cappuccini e anche alcuni laici che vivono qui vicino. Ci sono anche due insegnanti di lingua albanese dei nostri frati. La messa, la benedizione della cappella e dell'altare e di tutta la casa avvengono in un clima di festa e raccoglimento, con Vescovo e frati raggianti. Segue una buonissima cena preparata da Kola e sua moglie. La loro presenza in questi tempi iniziali è insostituibile! Dopo cena ci salutiamo ed iniziamo a riordinare la casa. Una giornata veramente intensa e benedetta dal Signore.

 

La giornata del 21 febbraio inizia con la liturgia corale consueta, a partire dalle 6.30, seguita dalla messa feriale concelebrata dalle monache alle ore 8. Torniamo in convento e facciamo colazione. Utilizzo la mattinata per scrivere questi brevi appunti e per fare la valigia. Non avrò molto da portar via. All' andata ero carico di cioccolata e paramenti per i religiosi e oggetti vari per le monache; incenso, carboncini e altro materiale liturgico. A pranzo siamo attesi dalle monache, da dove sarò accompagnato nel pomeriggio a Tirana-Rinas per fare ritorno a Pisa.

Nel complesso l'esperienza è stata molto bella, nella sua sobrietà. I nostri fratelli sono contenti. Le monache stanno riacquistando il loro ritmo ordinario, dopo la generosa ospitalità data ai frati. La gente che ha già potuto conoscere i nostri religiosi è a dir poco entusiasta. I nostri religiosi, che stanno imparando molto rapidamente la lingua, non tarderanno ad essere molto richiesti. E di fatto già iniziano a muoversi di frequente. Il loro ritmo di vita fraterna è ancora in fase di definizione a partire dal loro programma di vita redatto nel tempo di preparazione a Montecompatri, dopo l’intensa esperienza di Palestrina. La gioia di questi nostri religiosi si respira a pieni polmoni. Una comunità così, anche in Italia, darebbe una testimonianza bella, ma soprattutto nuova.

Il popolo albanese sembra ormai amare questi religiosi come dei figli della loro stessa terra. Il processo di inserimento nel tessuto delle relazioni locali si deve certamente anche al loro generoso sforzo di parlare e comunicare in albanese, scegliendo di recitare anche l'ufficio in casa in albanese! Questa é una grande cosa, una novità significativa anche per la situazione della vita religiosa in Albania. In questo le nostre sorelle monache sono state di grande testimonianza!

 

Carissimi Mariano, Adolfo e Paolo Maria, tutta la Provincia vi segue con affetto e accompagna il vostro generoso lavoro con la preghiera ed ogni tipo di aiuto che si renda necessario. A presto!

 

 

 

Fra Gabriele Morra OCD, Commissario del Centro Italia