S. Natale 2018

 

E il Verbo si è fatto Carne

ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. (Gv 1,14)

 

Nella "Santa Notte" del nostro cuore vegliamo e preghiamo perché il Mistero dell'Incarnazione si compia in ciascuno di noi e ci faccia sempre più piccoli... a misura di Lui!

Santi Auguri in fraterna e orante comunione

 

 

Il Consiglio Provinciale OCDS

Provincia di S. Giuseppe - Italia Centrale

 

 

Lorenzo Lotto - Adorazione del pastori





Buon Natale dalla Presidenza della

Facoltà Teologica dell'Italia Centrale

 

Don Basilio Petrà

Preside

 

Don Gianni Cioli 

Vicepreside


Dalle monache carmelitane scalze di Tolentino

 

Un fraterno augurio nella gioia di questa certezza: ogni nostro "punto più basso" può divenire porta al Dio che si china per nascere Piccolo.

Ci ritroviamo insieme, stupiti davanti all'Eterno sceso nella nostra carne povera e ferita. E dalla mangiatoia di Betlemme con Lui ripartiamo, nuovi nel cuore, capaci di scorgere e di operare un futuro di Bene.

 

Con la nostra preghiera, le carmelitane scalze di Tolentino...a Cascia

 


Monastero Regina Carmeli S. Quirico - Lucca

 Carissimi fratelli e sorelle,

un caro augurio per questo santo Natale del Signore Gesù e la nostra preghiera.

 Le sorelle del Carmelo di Lucca.


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NATALE    2018

Dio si è fatto umano,

La Parola si è donata

La Vita si è condivisa

La Gloria rischiara la vita.

 

 

Buon Natale a tutti, a chi crede e a chi non crede, a chi soffre e a chi sta bene, a chi è stanco e chi invece è riposato, a chi spera e a chi è rassegnato o disperato, a chi è stato/ tradito e a chi è stato/abusato e a chi invece è stato amato. Buon Natale, a chi il Natale lo aspetta per davvero e a chi non lo aspetta, Buon Natale ad ogni vita Vero luogo di incarnazione.

Ho presente quest’anno il cammino, la fuga clandestina, di diversi amici che arrivati in alcune città europee, dopo aver affrontato viaggi estenuanti, dentro dei container per alcuni mesi, sono giunti alle porte delle nostre magnifiche cattedrali, chiese, conventi. Sereni di poter vivere da cristiani hanno trovato le chiese, grandi, belle, con liturgie perfette, luoghi di culto pensati, spazi che pensavano fossero anche per loro, dove noi servi del Signore ci mostriamo tecnici (esperti) dell’ascolto nel conoscere le dinamiche dei problemi ma che però in fondo non Ascoltiamo e non li prendiamo in mano.

Questi Amici in tutto questo hanno scoperto che anche per loro non c’è posto. Eccoli alloggiati in dormitori comuni, in luoghi dove devi stare li, le “Betlemme” di oggi, fermo, con il marchio di rifugiato, profugo, esiliato, come personaggi di un presepe che non ci tocca oppure come tanti lingotti dentro dei caveau bancari, eccoli loro che sono l’oro nuovo, su cui speculare e non Ascoltare. Per loro non c’è posto, non solo nella Terra, in questo pianeta dell’umano, fatto di Continenti, di tante Nazioni, questa che è la Terra di Dio per l’uomo, la casa di Dio, ma non c’è posto neanche nei nostri luoghi cristiani, in quelli dove la Presenza di Dio nel suo corpo, Pane spezzato per noi, è custodita dentro tabernacoli lucidati. Dio c’è ma l’uomo no.

Sentiremo in tutte le celebrazioni di Natale il canto del Gloria, letto, declamato, cantato, salmodiato, quella gloria che avvolge i pastori presso Betlemme. Ecco, cari amici il mio Natale quest’anno è intriso di questa Gloria, che non è scritta su cartigli in pergamena e non é intimista né sdolcinata e che non è suonata da corna musa, corde di chitarra o campanelli o canne d’organo. Questa Gloria si richiama al termine originario, ebraico, kavód, che è la potenza di Dio, la Gloria di Dio, che entra nella storia e vince le tenebre, la Luce che rischiara i miei lati oscuri.

Ecco, che la Gloria di Gesù Bambino, la Luce di Gesù Bambino, raggiunga i nostri lati oscuri e li illumini Lui con la sua Luce, con la sua Gloria. Che le nostre ombre, che i nostri lati bui, siano sotto il riflettore del Volto di Gesù che è volto luminoso. Ricerchiamolo in silenzio, lasciamoci toccare dalla Gloria, dalla luce di Dio che fa emergere tutto il nostro non scelto, nascosto, ombroso.

Questo Natale, vi chiedo di pregare per me. Pregate perché scelga sempre in ogni uomo e in ogni tempo di mettermi come dinanzi al Volto di Gesù.

Vostro, fratello Angelo

 

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Con l’asino e il bue

nella stalla di Betlemme

 

 

Il bue e l’asino del presepe – nonostante non siano nei Vangeli - sono diventati “personaggi” importanti dell’evento dell’Incarnazione e hanno, quale fondamento biblico, ciò che il Signore dichiara in Is 1,3: “Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone; ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende”. Già alcuni Padri lessero quelle parole in riferimento alla Chiesa (nuovo popolo di Dio), composta di giudei (buoi) e pagani (asini, o viceversa?), tutti illuminati, finalmente, dal Figlio di Dio nato per tutti.

 

Buoi e somari anche noi,

lasciamoci guidare

da quelle bestie,

che conoscono greppia e proprietario

senza sbagliare,

come, invece, sovente,

ci accade.

 

Stanno lì, mansuete,

il muso su quella mangiatoia

di privilegio.

 

Sfiatano calore,

su quell’esserino,

fasciato come un bimbo di pastori.

 

Aspettandosi, anch’essi,

calore,

non fiatano.

 

Spalancano gli occhi,

come vorremmo anche noi,

con l’aiuto del Cielo.

 

bruno moriconi, ocd

 (13 dicembre 2018)

  

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Dal Carmelo NAZARETH DEL VERBO INCARNATO di Cagliari gli auguri di NATALE 2018

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